
L'Illuminismo rappresenta il più formidabile movimento intellettuale del Settecento, nato con il programmatico obiettivo di rischiarare le tenebre dell'ignoranza, del dogmatismo e della superstizione attraverso i «lumi» della Ragione. Quest'ultima viene eletta a unico strumento legittimo per indagare la realtà fisica, decifrare le leggi sociali e promuovere il progresso materiale e culturale dell'umanità. Fondato sui principi di tolleranza e fratellanza universale, l'Illuminismo annuncia l'avvento di un'epoca nuova, centrata sul progresso collettivo e sul perseguimento della felicità.
L'affermazione del diritto alla felicità in terra costituì per l'epoca una vera e propria frattura concettuale. Fino al Settecento, la cultura egemone orientava l'esistenza umana esclusivamente verso la salvezza spirituale e la beatitudine eterna; il piacere e l'appagamento terreno erano bollati come vizi morali.Al contempo, la stragrande maggioranza della popolazione (l'80-90% di contadini e braccianti) viveva in una condizione di sussistenza e sottomissione, scandita dal lavoro dall'alba al tramonto, dalla fatica cronica, dalla fame e dalle malattie. L'idea stessa di un'esistenza diversa o migliore era inconcepibile.
L'Illuminismo scardina questo assetto: muovendo dal presupposto che tutti gli esseri umani nascono uguali in quanto ugualmente dotati di Ragione — senza alcuna distinzione di valore tra un sovrano e un garzone di bottega — rivendica per ogni individuo il diritto democratico all'uso dell'intelletto e alla ricerca del benessere personale. La strada per raggiungere questo obiettivo è il progresso: un processo di educazione universale e di costante miglioramento delle istituzioni umane.
Poiché la felicità individuale è irrealizzabile in una società ingiusta, gli illuministi si impegnano attivamente in politica per demolire l'assolutismo, l'intolleranza religiosa e i privilegi feudali dell'aristocrazia e del clero.
Potere Legislativo: L'autorità di legiferare e istituire le norme.Potere Esecutivo: La facoltà di applicare le leggi e governare.Potere Giudiziario: L'indipendenza nel punire le violazioni della legge.
Il fulcro radiante del movimento fu la Francia. Qui, sotto la direzione del filosofo Denis Diderot e del matematico Jean-Baptiste d'Alembert, prese vita l'opera-simbolo dell'intero secolo: l'Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri.Il progetto mirava a redigere un inventario sistematico di tutto il sapere umano del tempo, strutturato in voci alfabetiche. L'opera si impose come un colossale cantiere intellettuale composto da 17 volumi di testo e 11 di tavole illustrative (successivamente integrati da ulteriori appendici tra il 1777 e il 1780), alla cui stesura parteciparono le menti più brillanti del secolo, tra cui Montesquieu, Voltaire e Jean-Jacques Rousseau.
In Italia le nuove idee si diffusero a partire dalla metà del secolo, trovando una congiuntura favorevole nella Pace di Aquisgrana (18 ottobre 1748). Mettendo fine alla guerra di successione austriaca e sancendo il ruolo imperiale di Maria Teresa d'Asburgo, il trattato inaugurò per la penisola un lungo periodo di stabilità. Esclusi il Regno di Sardegna sabaudo, lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli e di Sicilia borbonico, l'Italia passò sotto l'orbita e il controllo diretto o indiretto dell'Austria, beneficiando di riflesso della stagione di riforme asburgiche.
I due epicentri del fervore intellettuale italiano furono Milano e Napoli. Qui la letteratura abbandonò il disimpegno cortigiano per farsi strumento attivo di promozione civile e morale: