
Nato in una famiglia poverissima a Stilo (Calabria) il 5 settembre 1568 con il nome di Giovan Domenico, Tommaso Campanella è uno dei pensatori più complessi e tormentati del tardo Rinascimento. A tredici anni entra nell'ordine dei domenicani assumendo il nome di fra Tommaso, ma la sua mente irrequieta lo porta ben presto ad allontanarsi dall'ortodossia scolastica.Fascinato dal naturalismo del conterraneo Bernardino Telesio, Campanella ne abbraccia le posizioni antiaristoteliche. La sua prima opera, la Philosophia sensibus demonstrata (La filosofia dimostrata attraverso i sensi), segna l'inizio di una vita di persecuzioni da parte delle autorità ecclesiastiche, inaugurando una lunga parabola di fughe, processi e torture.
La biografia di Campanella è un susseguirsi di incontri intellettuali straordinari e di violente repressioni:
Il pensiero di Campanella è un crogiolo in cui si fondono elementi apparentemente inconciliabili. Egli unisce il profetismo millenaristico medievale (l'attesa di una nuova era di pace teorizzata da Gioacchino da Fiore) con l'ermetismo, la magia rinascimentale e la teologia della Controriforma.Nel suo capolavoro speculativo in volgare, Del senso delle cose e della magia (1604), la natura viene descritta come un immenso animale, un organismo vivente dotato di un'anima universale in cui ogni singola parte possiede una propria sensibilità. La morte non è la fine, ma solo una mutazione necessaria nel flusso perpetuo dell'esistenza. In questo cosmo animato, la magia è lo strumento pratico per intervenire sulle forze naturali, mentre l'astrologia permette di decifrarne i destini.
La Poesia del Carcere: Proprio nei decenni bui della prigionia, Campanella compone versi di straordinaria potenza. Pubblicati in Germania nel 1622 con lo pseudonimo di Settimontano Squilla, i suoi sonetti, madrigali ed elegie partono dal dolore autobiografico della cella per innalzarsi a una condanna feroce dell'ipocrisia contemporanea, rivendicando l'alta missione profetica e civile del poeta.
L'opera che ha consegnato Campanella all'immortalità è La Città del Sole. Scritta in italiano nelle segrete del carcere nel 1602 (e pubblicata in latino nel 1623), l'opera si inserisce nel filone della letteratura utopistica inaugurato da Platone e rinnovato da Tommaso Moro, arricchendosi forse anche delle suggestioni provenienti dalle missioni gesuitiche nelle Americhe.Il trattato ha la forma di un dialogo tra un cavaliere dell'ordine degli Ospitalieri e un "nochiero" (timoniere) genovese al seguito di Cristoforo Colombo, il quale racconta di aver scoperto nell'isola di Taprobana (l'odierna Sri Lanka o Sumatra) una società perfetta.
La città è edificata su un colle per favorire la salute e la difesa, circondata da sette cinte murarie concentriche (dedicate ai pianeti) e culminante in un maestoso tempio circolare consacrato al Sole.Il sistema politico e sociale ribalta completamente i valori dell'Europa del Seicento, criticandone ferocemente la ragion di Stato, il machiavellismo e le disuguaglianze:
| Il Potere Centrale | La Triade di Governo | I Principi Sociali (Comunismo Utopico) |
| Il Sole (o Metafisico): Un sommo sacerdote e filosofo che detiene il vertice assoluto del potere politico e spirituale. | Pon (Potestà): Gestisce la guerra e la pace. Sin (Sapienza): Presiede alle scienze, alle arti e all'istruzione. Mor (Amore): Regola l'eugenetica, la generazione e l'educazione dei figli. | • Abolizione della proprietà privata e della famiglia tradizionale (beni e donne sono in comune). • Lavoro obbligatorio per tutti, senza alcuna gerarchia di dignità tra lavoro manuale e intellettuale. • Istruzione universale basata sull'osservazione diretta (le mura della città sono affrescate come un'enciclopedia visiva). |
Campanella proietta in questa città ideale il suo disperato bisogno di giustizia: una società in cui non esistono soprusi e in cui l'umanità, pacificata sotto una religione naturale di stampo evangelico, collabora per realizzare il piano armonico delineato da Dio.