La classificazione degli strumenti musicali

Uno strumento musicale è un oggetto che è stato costruito o modificato allo scopo di produrre musica. La scienza che studia gli strumenti musicali si chiama organologia.
La classificazione degli strumenti musicali secondo il sistema Hornbostel-Sachs del 1914, li suddivide in quattro famiglie, in base al metodo di produzione del suono: colonna d’aria, corda, membrana o corpo stesso dello strumento. Nel 1937 le quattro famiglie divennero cinque, con l’introduzione degli strumenti in cui il suono viene generato attraverso l’elettricità. 

Eccole:

Aerofoni
Cordofoni
Membranofoni
Idiofoni
Elettrofoni

Negli aerofoni l’aria stessa è il mezzo primario che viene messo in vibrazione. Gli aerofoni emettono un suono per mezzo di una colonna d’aria che vibra all’interno dello strumento. Possono essere costruiti in vari modi.

A serbatoio d’aria, come la fisarmonica e l’organo a canne dove il serbatoio è un mantice, o la zampogna, dove il serbatoio è un sacco. In questo tipo di aerofoni, l’aria non viene soffiata direttamente nello strumento a fiato, ma viene accumulata nei serbatoi o caricata con mantici.

Ad ancia semplice come il clarinetto e il sassofono, e ad ancia doppia, come l’oboe e il fagotto. Questi strumenti producono il suono attraverso la vibrazione dell’ancia; l’ancia è realizzata dalla lavorazione di un pezzo di canna di bambù che viene assottigliata ad un’estremità.A bocchino, come nella cosiddetta famiglia degli ottoni, tromba, trombone, corno francese, e basso tuba. Qui il suono è prodotto dalla vibrazione dell’aria immessa dal musicista, appoggiando le labbra ad un bocchino collegato ad un tubo cavo e soffiando: si possono infatti ottenere più note semplicemente cambiando la frequenza di vibrazione delle labbra, che si comportano sostanzialmente come le ance doppie.

Ad imboccatura diretta, detti anche flauti (aerofoni labiali), che storicamente appartengono alla famiglia dei legni, anche se con i secoli il loro materiale di costruzione è cambiato. I flauti non utilizzano un’ancia, ma un labium, dove si appoggia la bocca; l’imboccatura può essere a foro, come nel flauto traverso, o a becco, come nel flauto dolce. Appartiene a questa categoria anche l’ocarina di terracotta.

Nei cordofoni il suono deriva dalle vibrazioni prodotte dalle corde di cui sono dotati. La vibrazione delle corde si può ottenere percuotendole, pizzicandole o strofinandole.

A corde sfregate: il suono si produce tramite lo sfregamento di un archetto sulla corda, come nel violino, nella viola, nel violoncello e nel contrabbasso. Questi strumenti chiamati archi possono produrre il suono anche senza l’utilizzo dell’archetto, pizzicando le corde con le dita, il pizzicato infatti è una particolare tecnica di esecuzione, ma la loro caratteristica principale è proprio l’uso dell’archetto.

A corde pizzicate: il suono si produce pizzicando la corda, con le dita o con un plettro. La maggior parte degli strumenti a corde pizzicate appartiene alla famiglia dei liuti, dal nome dello strumento antico da cui derivano, come la chitarra, il banjo e molti altri. Sono inoltre strumenti a corde pizzicate l’arpa e il clavicembalo.

A corde percosse: il suono viene prodotto percuotendo, cioè battendo le corde, che vengono così messe in vibrazione. Lo strumento più conosciuto è il pianoforte, dove le corde sono percosse attraverso martelletti azionati da una tastiera.

Gli strumenti a percussione si possono suddividere in due gruppi. I membranofoni producono il suono attraverso la vibrazione di una membrana tesa su una cassa di risonanza. Negli idiofoni il suono è prodotto dalla vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l’utilizzo di corde o membrane tese e senza che sia una colonna d’aria a essere fatta vibrare.

Entrambi i gruppi di strumenti possono essere a suono determinato o indeterminato: sono a suono determinato gli strumenti che possono emettere suoni definibili sul pentagramma e a suono indeterminato quelli che non producono suoni definibili come altezze sul pentagramma, ma solo ritmicamente.

Sono membranofoni vari tipi di tamburo, tra i quali solo i timpani sono a suono determinato. Tra gli idiofoni a  suono indeterminato ricordiamo le maracas, il triangolo, i legnetti, i piatti; tra quelli a suono determinato lo xilofono, il metallofono, la marimba, il vibrafono.

Gli elettrofoni sono la quinta famiglia di strumenti musicali, aggiunta successivamente. Negli elettrofoni il suono viene generato attraverso un circuito elettronico o un dispositivo magnetico, come avviene nella tastiera o nella batteria elettronica.

Altri strumenti come la chitarra elettrica e il basso elettrico, che usano l’elettricità per amplificare il suono, ma per generarlo usano le corde, anche se sono strumenti elettrici si possono inserire nella famiglia dei cordofoni.