Gli Atti degli apostoli (At) ci forniscono il profilo della Chiesa delle origini. Il libro contiene 28 brevi capitoli in stile narrativo e si presenta come una diretta continuazione del Vangelo di Luca.Sembra scritto non più tardi degli anni 70 (distanza minima dagli avvenimenti descritti).
L’autore è l’evangelista Luca: egli non intende scrivere una storia della Chiesa ma vuole dimostrare a un interlocutore (Teofilo), su quali basi si fondano la fede e la comunità cristiana.

Da questo libro (così come dagli altri scritti del N.T.) emerge che Pietro occupò un posto di rilievo tra gli altri apostoli (primato), derivante dal mandato stesso di Gesù a Pietro (Mt 16,18-19).
A Pietro è attribuito il primo miracolo (la guarigione di uno storpio) fatto nel nome di Gesù (At 3,1-26). Secondo la tradizione egli morì martire a Roma.

Luca delinea una mappa di orientamento ai valori che la Chiesa deve promuoverenel suo cammino, in ogni tempo, seppure tra innumerevoli difficoltà:
⚫ l’amore fraterno (agàpe, dal greco ἀγάπη),

⚫ la capacità di condividere con solidarietà,

⚫ lo spirito di servizio,

⚫ il disinteresse per sé.

In particolare la comunità delle origini viene descritta come sorretta da quattro colonne spirituali:
⚫l’insegnamento degli apostoli (primo annuncio, istruzione, esortazione, testimonianza,la profezia),

⚫ la condivisione fraterna dei beni,

⚫ la “frazione del pane”,

⚫ la preghiera.

LA COMUNITÀ IDEALE

Gli ideali di amore e dedizione descritti venivano effettivamente realizzati.Stefano, che visse nel I secolo in Palestina, fu il primo dei sette diaconi incaricati di occuparsi della distribuzione quotidiana dei viveri e della tutela delle vedove.Accusato di aver pronunciato parole blasfeme contro Mosè e contro Dio, egli dimostrò, Scritture alla mano, come gli ebrei erano sordi allo Spirito Santo e alla chiamata di Dio. Venne allora condotto fuori dalla città a lapidato. Divenne così il primo martire della Chiesa primitiva. (At 6,8-7,60). 

Nonostante le reali difficoltà in cui si trovavano i primi cristiani, vi era da parte degli stessi la tenacia, la fiducia e il totale abbandono in Dio di chi decideva di affidarsi a lui.

LA COMUNITÀ REALE

Vi erano nella comunità dei cristiani che si erano convertiti solo formalmente e che volevano apparire solidali, senza esserlo autenticamente. A titolo di esempio ricordiamo l’episodio di Anania e Saffira (At 5,1-11) e quello di Simon Mago (At 8,9-24).
Il loro peccato venne presentato come un attentato contro la santità e l’integrità della comunità cristiana.
Fu colui che, ricevuto lo Spirito per l’imposizione delle mani da parte di Pietro e Giovanni, chiese di ricevere lo stesso dono in cambio di denaro (dal suo nome deriva il termine simonia che indica il commercio di beni spirituali).