IL SENTIMENTO RELIGIOSO

Secondo molti studiosi il sentimento (o senso) religioso trae origine dalla coscienza chel’uomo ha del suo essere mortale e dalla speranza che vi sia qualche cosa dopo la morte.

MA QUANDO HANNO ORIGINE LE RELIGIONI?

Per la maggior parte degli studiosi le religioni hanno origine nell’epoca in cui i primi uomini cominciarono a seppellire i propri morti, dimostrando così di attribuire un’importanza decisiva al passaggio dal mondo dei vivi a quello dei morti. Il sentimento religioso è connaturale all’uomo, si può considerare universale, si ritrova presso tutti i popoli e precede la religione strutturata, legandosi alle domande che l’uomopensante si pone sulla vita e sulla morte.
Il sentimento religioso è connesso all’esperienza del sacro, che viene colto dall’uomo anche nei fenomeni della natura attraverso le ierofanie.

IEROFANIA. 

Dal greco hierós, “sacro”, e phanía,“apparizione”, e che significa “manifestazione del sacro”.

IL LINGUAGGIO DEL SACRO

Simbolizzare è la CAPACITA’ DI FORMULARE DEI SIMBOLI, che consiste nell’attribuirea un segno, a un suono, a un oggetto di valore, un significato che va oltre il segno.

IL LINGUAGGIO DEL SACRO

Il sentimento religioso e la percezione del sacro si legano, fin dall’inizio della storia dell’uomo, all’esperienza simbolica di qualcosa che sovrasta l’esperienza e che viene percepito in alcuni spettacoli della natura, gli spettacoli naturali potenti (la volta celeste, un tramonto infuocato, il disco solare, ecc.) l’uomo primitivo le considerava ierofanie, cioè manifestazioni simboliche del sacro. Potremmo dire che il simbolo rappresenta il linguaggio del sacro, perché è la forma attraverso la quale il sacro si rende visibile.

RITI E CULTI

Attraverso queste pratiche il sentimento religioso si strutturò come religione vera e propria, caratterizzata dalla ripetizione di gesti precisi, nella celebrazione di particolari ritie cerimonie che accompagnavano momenti specifici dell’esistenza.
Nel Neolitico l’esperienza religiosa si manifestò in forme di culto della dea madre e nell’individuazione di luoghi specifici destinati al culto.