
Nato a Lentini, in Sicilia, intorno al 485 a.C. e scomparso alla straordinaria età di quasi 110 anni a Larissa, in Tessaglia, Gorgia è, insieme a Protagora, il vertice della sofistica greca. Discepolo di Empedocle, viaggiò in tutta la Grecia incantando le platee con la sua straordinaria arte retorica; memorabile rimase il suo Epitaffio, pronunciato ad Atene in onore dei caduti in guerra.Se Protagora aveva fondato il relativismo, Gorgia spinge la riflessione verso esiti molto più radicali attraverso le sue opere principali: L'encomio di Elena e il trattato filosofico Sul non essere, o Sulla natura.
Nel Sul non essere, Gorgia costruisce una serrata e geniale parodia della logica eleatica (in particolare di Parmenide), approdando a tre tesi dirompenti che scardinano l'intera filosofia precedente:
Dietro quello che a prima vista potrebbe sembrare solo un brillante esercizio di retorica, si cela una demolizione sistematica della metafisica greca:
Sganciando il linguaggio e il pensiero dalla realtà oggettiva, Gorgia tenne a battesimo il primo scetticismo (o agnosticismo) metafisico dell'Occidente. L'essere umano viene privato di qualsiasi strumento razionale per affermare o negare l'esistenza di un ordine superiore, dell'Essere assoluto o di Dio.
Questa radicale messa in discussione della metafisica rappresenta un'intuizione modernissima, che anticipa di secoli le conclusioni dell'empirismo britannico, la critica della ragion pura di Immanuel Kant e ampi filoni della filosofia contemporanea.
Se per Protagora l'uomo poteva ancora orientarsi usando il criterio pragmatico dell'utilità, per Gorgia l'esistenza è un teatro profondamente irrazionale, tragico e misterioso, in cui l'essere umano vive come una vittima inerme delle passioni, del caso, dell'inganno e di un destino oscuro.In questo vuoto pneumatico di valori e verità, l'unica forza rimasta è il linguaggio. Liberata dal dovere di dire "la verità", la parola si trasforma in uno strumento di dominazione psicologica ed emotiva.La retorica per Gorgia è una forza magica e farmaceutica: una tecnica capace di agire sugli stati d'animo, in grado di "calmare la paura, eliminare il dolore, suscitare la gioia e aumentare la pietà". La parola non descrive il mondo; lo crea e lo manipola a piacimento del retore.