
Il V secolo a.C. segna una svolta radicale nella filosofia greca. Di fronte a una ricerca naturalistica ormai frammentata in tesi opposte e prive di una visione organica, i sofisti spostano il focus della speculazione dalla natura (physis) all'uomo e alla società.Questo movimento culturale è stato spesso definito come il vero e proprio Illuminismo greco: un'ondata di pensiero critico che si proponeva di liberare l'uomo dai miti e dalle credenze della tradizione, sostituendoli con l'uso spregiudicato della ragione.
I sofisti furono i primi intellettuali a fare della sapienza una professione itinerante, chiedendo un compenso in denaro per i propri insegnamenti. Questa pratica scosse profondamente i contemporanei:
Questa pesante eredità filosofica ha condannato i sofisti per secoli, trasformando il termine "sofisma" nel sinonimo di un ragionamento capzioso e in mala fede. Solo in epoca moderna la storiografia ha saputo riabilitare il loro ruolo cruciale di educatori e innovatori.
La nascita della sofistica è figlia del suo tempo. L'Atene del V secolo a.C. è una potenza vittoriosa sui Persiani, caratterizzata dalla crisi dell'antica aristocrazia, dall'ascesa della borghesia commerciale e dall'avvento della democrazia. In questo contesto, i sofisti offrono la perfetta legittimazione teorica al nuovo assetto politico, poggiando su due pilastri:
Oltre i confini della Pòlis: Superando il particolarismo nazionalistico delle singole città-stato, i sofisti si fanno portatori di istanze panelleniche e cosmopolite, aprendo la mente greca a una visione del mondo decisamente più vasta.
I sofisti riconoscono la disparità dei valori tra le diverse civiltà umane: concetti come "bello", "giusto" o "buono" non sono assoluti, ma cambiano a seconda del contesto. Lo storico Erodoto, fortemente influenzato da questo clima, evidenziava proprio questo relativismo descrivendo come per alcuni popoli fosse sacro cibarsi dei parenti defunti per dare loro sepoltura nel proprio corpo, mentre per i Greci l'unica via accettabile fosse la cremazione.
A differenza del mito tradizionale dell'età dell'oro (che vedeva la storia come una progressiva decadenza da una perfezione originaria), i sofisti interpretano la storia umana come emancipazione e progresso. L'uomo supera le sue innate debolezze naturali aggregandosi in società e sviluppando le tecniche storiche per dominare l'ambiente. Tra queste, la politica è la tecnica fondamentale: senza di essa, la sopravvivenza stessa della specie sarebbe impossibile.
Svincolato da ogni legame metafisico con la verità oggettiva, il linguaggio diventa per i sofisti una pura convenzione umana, uno strumento pratico per rispondere alle necessità quotidiane.
Anche le istituzioni sacre e civili subiscono una demistificazione radicale. Le leggi dello Stato e le credenze religiose vengono spogliate della loro aura divina e analizzate criticamente, venendo spesso interpretate come meri strumenti di controllo sociale inventati dai potenti per dominare e frenare i più deboli.
Il movimento sofistico può essere diviso in due grandi stagioni storiche:
[ PRIMA GENERAZIONE ] ──► [ SECONDA GENERAZIONE ]
Protagora, Gorgia, Gli Eristi (Crisi del movimento)
Prodico, Ippia Esasperazione del dibattito,
Maestri di Paideia tecnica fine a se stessa
Mentre i maestri della prima generazione si impegnarono nella formazione politica e culturale del cittadino, la seconda generazione – caratterizzata dall'eristica – esasperò la tecnica del dibattito fine a se stessa. L'obiettivo divenne confutare l'avversario a prescindere dai contenuti, decretando così la crisi e la dissoluzione finale della sofistica.