
Nato a Ginevra il 28 giugno 1712, Jean-Jacques Rousseau segnò il proprio destino sotto il segno del trauma: la madre, Suzanne Bernard, morì di parto pochi giorni dopo la sua nascita. Un evento che il filosofo rievocherà con dolore nelle Confessioni: «Costai la vita a mia madre, e la mia nascita fu la prima delle mie sventure».Cresciuto dal padre Isaac, un modesto orologiaio costretto a fuggire da Ginevra dopo una rissa, il giovane Rousseau fu affidato al pastore Lambercier. I suoi studi vennero interrotti precocemente dalla necessità di lavorare, prima come scrivano e poi come apprendista incisore. Umiliato dai maltrattamenti del padrone, una sera del 1728, trovando le porte di Ginevra sbarrate al suo rientro da una passeggiata, scelse di non fare più ritorno, dando inizio a un'esistenza errabonda e inquieta.
L'incontro con Madame de Warens1728–1740Accolto ad Annecy da Madame de Warens, viene inviato a Torino per convertirsi al cattolicesimo. Successivamente si stabilisce con lei a Les Charmettes. In questo rifugio bucolico vive una parentesi felice di amore, studio della filosofia, delle scienze e della matematica, immerso nella natura.Parigi e l'Enciclopedia1742–1757Dopo una parentesi a Venezia come segretario d'ambasciata, si inserisce nella vita mondana e culturale di Parigi. Stringe legami con Diderot, D'Alembert e Voltaire, collaborando all'Enciclopedia con la stesura delle voci musicali. Nel 1745 si lega a Thérèse Levasseur, dalla quale avrà cinque figli, tutti affidati all'ospizio dei trovatelli sia per motivi pratici sia in omaggio alla teoria platonica dell'educazione statale.I Capolavori e la Rottura1758–1762Incompatibile con lo spirito mondano degli illuministi, interrompe la collaborazione con l'Enciclopedia. Segue una stagione di straordinaria creatività in cui pubblica Giulia o la nuova Eloisa, Emilio o dell'educazione e il Contratto sociale. Le opere scatenano la violenta reazione sia del mondo cattolico sia di quello calvinista: i suoi libri vengono bruciati in piazza.L'Esilio e la Mania di Persecuzione1762–1778Rifugiatosi a Moitiers, viene bersagliato da un linciaggio morale orchestrato da un libello anonimo di Voltaire. Dopo che la sua casa viene lapidata, fugge all'isola di Saint-Pierre e poi in Inghilterra su invito di David Hume. Ormai vittima di una grave paranoia, accusa Hume di complottare alle sue spalle e torna in Francia. Muore a Ermenonville il 2 luglio 1778.
Sebbene Rousseau figuri accanto a Voltaire e Montesquieu tra i grandi catalizzatori dell'Illuminismo, il suo pensiero si colloca in netta antitesi rispetto alla corrente egemone dei philosophes. Segnato da un'esistenza dolorosa, Rousseau è l'unico intellettuale del suo tempo a rifiutare il mito del progresso. Sotto l'apparente splendore del raffinamento tecnico, scientifico e dei costumi, egli scorge i sintomi di una profonda e irreversibile decadenza morale.Il nucleo della sua indagine risiede nella ricerca dell'origine delle disuguaglianze che separano ricchi e poveri, potenti e oppressi. Rousseau individua l'archetipo della felicità umana nell'originario stato di natura:
L'equilibrio si ruppe quando, per fare fronte a un ambiente divenuto ostile, gli uomini inventarono l'agricoltura e la metallurgia, introducendo la divisione del lavoro. Il passo decisivo verso la corruzione fu l'appropriazione delle terre: i più industriosi recintarono i campi rivendicandone il possesso. Fu la nascita della proprietà privata, l'origine storica di ogni conflitto, sopraffazione e stratificazione sociale.
Consapevole dell'impossibilità di un ritorno nostalgico allo stato di natura primitivo, Rousseau progetta nel Contratto sociale una formula politica in grado di rifondare la società su basi etiche, salvaguardando la libertà individuale.La soluzione non risiede nell'abolizione radicale della proprietà privata, bensì nel suo livellamento, eliminando gli eccessi accumulazione che generano schiavitù. La nuova società civile deve fondarsi su un patto equo:
Il Patto Sociale: Ciascun associato aliena totalmente se stesso e i propri interessi particolari in favore di tutta la comunità. In cambio di questa rinuncia, l'individuo riceve la qualità di membro indivisibile del corpo sovrano, sottomettendosi esclusivamente alla volontà generale (volta al bene comune e non alla semplice somma degli egoismi dei singoli).
Questo impianto teorico delinea un modello di democrazia diretta:
Il Contratto sociale divenne, a partire dal 1789, il testo di riferimento del pensiero democratico e rivoluzionario giacobino, anticipando i nodi cruciali delle democrazie moderne: il confine tra interesse privato e utilità sociale, e la dialettica complessa tra democrazia rappresentativa e partecipazione diretta.Rousseau ebbe la lucida e formidabile capacità di comprendere che l'Ancien Régime era ormai al collasso. Nell'Emilio, con straordinario intuito profetico, annunciò l'imminente fine dell'assetto geopolitico europeo:
«Voi avete fiducia nell'ordine attuale della società senza pensare che questo ordine è soggetto a rivoluzioni inevitabili [...]. Il grande diventa piccolo, il ricco diventa povero, il monarca diventa suddito [...]. Ci avviciniamo alla situazione di crisi e al secolo delle rivoluzioni».