Gorgia

Il Nichilismo e l'Onnipotenza della Parola

Nato a Lentini, in Sicilia, intorno al 485 a.C. e scomparso alla straordinaria età di quasi 110 anni a Larissa, in Tessaglia, Gorgia è, insieme a Protagora, il vertice della sofistica greca. Discepolo di Empedocle, viaggiò in tutta la Grecia incantando le platee con la sua straordinaria arte retorica; memorabile rimase il suo Epitaffio, pronunciato ad Atene in onore dei caduti in guerra.Se Protagora aveva fondato il relativismo, Gorgia spinge la riflessione verso esiti molto più radicali attraverso le sue opere principali: L'encomio di Elena e il trattato filosofico Sul non essere, o Sulla natura.

Il Manifesto del Nichilismo: Le Tre Tesi Celebri

Nel Sul non essere, Gorgia costruisce una serrata e geniale parodia della logica eleatica (in particolare di Parmenide), approdando a tre tesi dirompenti che scardinano l'intera filosofia precedente:

Il Significato Filosofico del "Gioco" Retorico

Dietro quello che a prima vista potrebbe sembrare solo un brillante esercizio di retorica, si cela una demolizione sistematica della metafisica greca:

  • La smentita dell'Essere (Prima tesi): Gorgia dichiara l'impossibilità assoluta di concettualizzare o definire l'Essere, l'oggetto misterioso che i fisici e i metafisici precedenti avevano cercato invano di catturare.
  • La rottura della triade parmenidea (Seconda e terza tesi):I filosofi antichi presupponevano una perfetta identità strutturale tra la Realtà, il Pensiero e il Linguaggio. Gorgia spezza questo legame dimostrando che:
    1. Il pensiero non coincide con la realtà: La mente può concepire cose palesemente inesistenti. Come scrive il filosofo, se pensiamo a un uomo che vola o a carri che corrono sul mare, non per questo vedremo improvvisamente uomini volare o navi trasformarsi in bighe. Pensiero e realtà viaggiano su binari diversi.
    2. Il linguaggio non coincide con la realtà: Anche se potessimo conoscere la realtà, non potremmo mai spiegarla fedelmente agli altri. Le parole sono simboli astratti, pure convenzioni umane radicalmente distinte dagli oggetti fisici che pretendono di descrivere.

Lo Scetticismo Metafisico e l'Anticipazione della Modernità

Sganciando il linguaggio e il pensiero dalla realtà oggettiva, Gorgia tenne a battesimo il primo scetticismo (o agnosticismo) metafisico dell'Occidente. L'essere umano viene privato di qualsiasi strumento razionale per affermare o negare l'esistenza di un ordine superiore, dell'Essere assoluto o di Dio.

Questa radicale messa in discussione della metafisica rappresenta un'intuizione modernissima, che anticipa di secoli le conclusioni dell'empirismo britannico, la critica della ragion pura di Immanuel Kant e ampi filoni della filosofia contemporanea.

La Parola come Forza Ammaliatrice

Se per Protagora l'uomo poteva ancora orientarsi usando il criterio pragmatico dell'utilità, per Gorgia l'esistenza è un teatro profondamente irrazionale, tragico e misterioso, in cui l'essere umano vive come una vittima inerme delle passioni, del caso, dell'inganno e di un destino oscuro.In questo vuoto pneumatico di valori e verità, l'unica forza rimasta è il linguaggio. Liberata dal dovere di dire "la verità", la parola si trasforma in uno strumento di dominazione psicologica ed emotiva.La retorica per Gorgia è una forza magica e farmaceutica: una tecnica capace di agire sugli stati d'animo, in grado di "calmare la paura, eliminare il dolore, suscitare la gioia e aumentare la pietà". La parola non descrive il mondo; lo crea e lo manipola a piacimento del retore.

Bibliografia