
Nato a Stagira nel 384 a.C., Aristotele è, insieme a Socrate e al suo maestro Platone, il pilastro fondante della filosofia occidentale. Entrato nell'Accademia platonica a soli diciassette anni, vi rimase per due decenni fino alla scomparsa del maestro (347 a.C.), sviluppando nel tempo un pensiero radicalmente autonomo.
La biografia di Aristotele si intreccia costantemente con i grandi sconvolgimenti politici del IV secolo a.C.:
La produzione aristotelica giunta fino a noi si divide storicamente in due grandi categorie:
┌── [ SCRITTI ESOTERICI (o Acroamatici) ]
│ Appunti e sussidi per le lezioni al Liceo.
│ • Órganon (Logica: Categorie, Analitici, ecc.)
│ • Metafisica (14 libri sull'essere in quanto essere)
│ • Scritti di Fisica, Storia Naturale e Psicologia
│ • Trattati di Etica, Politica, Retorica e Poetica
[ LE OPERE ] ─────┤
└── [ SCRITTI ESSOTERICI ]
Dialoghi destinati al grande pubblico (quasi tutti perduti).
Spicca il "Protrettico", celebre esortazione alla filosofia:
«O si deve filosofare o non si deve: ma per decidere di non
filosofare è pur sempre necessario filosofare; dunque
in ogni caso filosofare è necessario».
Il distacco tra maestro e allievo riflette il passaggio cruciale dall'età classica all'età ellenistica. Pur vivendo nella prima, Aristotele è spiritualmente figlio della seconda. La crisi irreversibile della pòlis, schiacciata dall'impero macedone, priva il cittadino greco della passione politica originaria, spostando il baricentro filosofico sull'indagine conoscitiva ed etica pura.
Per Aristotele, la Fisica è lo studio delle sostanze sensibili soggette al mutamento. Il filosofo riconduce ogni dinamica materiale (generazione, alterazione e variazione quantitativa) al movimento locale, che si articola in tre forme determinanti per la classificazione del cosmo:
La materia terrestre è composta da quattro elementi (terra, acqua, aria, fuoco), ognuno regolato da un luogo naturale in cui tende a risiedere o a tornare in base al proprio peso specifico:$$\text{Centro del Mondo} \longrightarrow \text{Terra} \longrightarrow \text{Acqua} \longrightarrow \text{Aria} \longrightarrow \text{Fuoco} \longrightarrow \text{Alto (Sfera Celeste)}$$Il cosmo aristotelico è dominato da un finalismo intrinseco (la natura persegue fini propri senza bisogno di intelligenze divine esterne) ed possiede attributi rigidi: è perfetto, unico, eterno e finito. L'infinito è sinonimo di incompiuto e imperfetto; l'universo termina perciò con la sfera delle stelle fisse, escludendo l'esistenza del vuoto o di altri mondi.Il tempo è invece la misura numerica del divenire secondo il prima e il poi, un calcolo che richiede necessariamente la presenza di un'anima cosciente come intelligenza misurante.
Nell'Etica Nicomachea (10 libri pubblicati postumi dal figlio Nicomaco), Aristotele individua il fine ultimo delle azioni umane nel Sommo Bene, che coincide con la felicità. Poiché l'uomo è un animale razionale, la sua massima felicità risiede nell'esercizio eccellente della ragione, da cui scaturiscono le virtù, distinte in due categorie:
Riguardano l'uso puro della ragione e si dividono in:
Nascono dall'abitudine della ragione a dominare gli impulsi sensibili. La virtù etica si realizza operando la scelta del giusto mezzo tra due estremi viziosi (ad esempio, il coraggio è la via di mezzo tra l'impulso della temerarietà e il freno della viltà).
La regina delle virtù etiche è la giustizia. Nella sua forma legale rappresenta la virtù perfetta in campo sociale (rispettare la legge significa essere interamente virtuosi). Nella sua forma particolare, regolata dall'utile nei rapporti privati, si suddivide in:
L'Equità come correttivo: Poiché la legge scritta è universale e non può prevedere ogni singola piega della realtà, l'equità interviene come il necessario «correttivo della legge laddove essa fa un'omissione a causa del suo dire in universale».
Il sistema etico si chiude con l'analisi dell'amicizia (philia), definita un bene indispensabile alla vita. Sebbene possa nascere per motivi contingenti di utile o di piacere, la sua forma più nobile e autentica si fonda sul bene: un legame raro e stabile in cui l'amico è amato esclusivamente per ciò che è, una prerogativa concessa solo alle anime virtuose.