Perché la Chiesa dice “sì” alle staminali adulte e “no” a quelle embrionali?

La Chiesa è aperta all'utilizzo delle staminali adulte alla luce della loro provata efficacia nell'ambito della medicina rigenerativa e in molte terapie salvavita e perché non sollevano interrogativi etici. Al contrario, non solo non esistono e nemmeno sono in fase di sperimentazione clinica terapie che utilizzano staminali embrionali, perché ingovernabili e spesso causa di tumori, ma in più esse provocano la distruzione di vite umane nel primissimo stadio dello sviluppo.
Attualmente l'unica prospettiva concreta di terapia cellulare nell'uomo è affidata alle cellule staminali cosiddette adulte, che trovano applicazioni terapeutiche e sperimentazioni cliniche e non pongono questioni etiche specifiche.Per compensare il continuo deterioramento delle cellule mature dei tessuti e quindi la rapida e inesorabile degenerazione di tutti gli organi,la natura ha messo a punto dei sistemi. Questa opera spesso frenetica di manutenzione del corpo di cui non ci accorgiamo è affidata, infatti,alle cosiddette staminali somatiche o tessuto specifiche, note anche come staminali “adulte”, che compaiono già nelle fasi più tardive dello sviluppo fetale. Le cellule staminali somatiche sono cellule raccolte nei tessuti del corpo umano. Staminali adulte sono state scoperte nel sangue del cordone ombelicale, della placenta, del midollo osseo negli adulti, nella pelle, nel cervello e in tanti altri tessuti e organi sempre dell'adulto. Sono quindi cellule ancora indifferenziate capaci di proliferare quasi indefinitamente e di dare origine a cellule specializzate - ematiche,epiteliali, ossee, ecc. – così da rigenerare e riparare i tessuti e gli organi eventualmente danneggiati.La Chiesa si pronuncia da sempre a favore delle staminali adulte,perché con esse sono stati ottenuti promettenti risultati nella cura di numerose malattie anche degenerative come il Parkinson, nel caso di ustioni anche molto estese, con completa guarigione, e perché non sollevano particolari questioni etiche. Gli aspetti positivi legati alle staminali adulte sono innumerevoli: innanzitutto, replicate in vitro da “cellule madri” dello stesso ricevente e da lui riconosciute come proprie, cioè geneticamente compatibili, non vengono respinte. 

Il prelievo delle staminali adulte non comporta poi alcun rischio per l'integrità fisica e la vita della persona da cui sono estratte. Nello specifico, le cellule staminali del midollo osseo sono all'origine di oltre ottanta applicazioni terapeutiche (rigenerazione del miocardio,del muscolo scheletrico, correzione di alterazioni del sistema nervoso centrale) e di circa trecento sperimentazioni cliniche. Esse hanno un'alta capacità di differenziazione e possono anche essere oggetto di trapianto autologo (donatore e ricevente sono la stessa persona). Non danno reazioni di rigetto in seguito a trapianto eterologo (donatore e ricevente non sono la stessa persona), anche tra specie diverse (le cellule umane possono convivere per esempio con quelle di topo), consentendo così di usarle in modelli sperimentali in vivo. Inoltre, sono state trovate queste cellule anche in aborti spontanei. 

In questo caso, analogamente a quanto accade nel caso di prelievo di organi da adulti un volta accertatane la morte, il loro prelievo da aborti fetali spontanei non sarebbe in alcun caso lesivo della considerazione dell'embrione in termini di essere vivente meritevole come noi di rispetto e tutela. Il rigetto in seguito a trapianto di cellule di questo tipo è praticamente nullo e possono essere espanse fino a formare un numero enorme di cellule in vitro. Di notevole impiego sono anche le cellule del cordone ombelicale che sono preposte allo sviluppo di terapie per le malattie del sangue. Anche queste staminali sono meno soggette a reazioni di rigetto ed è possibile isolarle dai cordoni ombelicali che vengono donati e conservarle in apposite “banche”. 

Il limite principale all'uso di queste staminali è la loro scarsa presenza. In pratica, sono sufficienti a effettuare interventi nei limiti dell'età pediatrica ma, solo raramente,bastano per trapianti in individui adulti. Le cellule staminali del cordone ombelicale poi pongono delle questioni etiche specifiche relative alla loro conservazione, al loro uso e alla loro destinazione. Vale, infatti, sempre il principio per cui non è consentito il commercio o la speculazione economica su cellule, tessuti o organi umani. Inoltre, destinare le cellule staminali del cordone ombelicale per esclusivo uso autologo favorirebbe soltanto la diffusione di bio-banche private e la speculazione commerciale su questo tipo di cellule senza realistiche prospettive terapeutiche. Sicuramente la raccolta e la conservazione in strutture pubbliche offrono anche il vantaggio di creare una riserva molto più ampia di cellule staminali da cordone ombelicale, fruibile da tutti i malati, abbienti e no, compresi anche i donatori e i loro consanguinei.